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mercoledì 7 settembre 2016

La voce del violino di Andrea Camilleri


Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva. Questo capire di Montalbano, essendo fondamentalmente una immersione ambientale, un annusare, un soppesare a occhio, è distante dallo spiegare deduttivo dei segugi di impostazione scientifica. Ma non collima neppure col simpatetico comprendere dei detectives più filantropi: anzi per il commissario di Vigàta - celebre per il laconico sarcasmo - identificare la molla che fa scattare l'assassinio costituisce la parte peggiore della ricostruzione poliziesca.

La considero la parte peggiore perché devo abbandonare i fatti concreti e inoltrarmi nella mente di un uomo, in quello che pensa. Un romanziere avrebbe la strada facilitata, ma io sono semplicemente un lettore di quelli che credo buoni libri. E di comprensione per chi ammazza non se ne parla nemmeno.

La voce del violino è la storia di una giovane donna assassinata, di un grande artista che vive da eremita e d'altro ancora. Soprattutto, è una storia di scambi: e Montalbano - delle cui vicende private rimaste in sospeso ne Il ladro di merendine seguiamo lo svolgersi - dovrà decidere se scambiare la propria esistenza per una nuova.

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Autore
Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle nel 1925 e vive a Roma. Dopo una lunga carriera come regista teatrale, televisivo e radiofonico, nel 1978 esordisce nella narrativa. Nel 1994 crea la fortunata serie del commissario Montalbano, protagonista di molti romanzi e di una fiction TV. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e hanno venduto oltre 30 milioni di copie.

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