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venerdì 30 settembre 2016

Valerie Sweets - La gente mi chiede perché bevo di Manuel Marchetti


SerieValerie Sweets #1

Prendete una dose di thriller, un’altra di fantasy, un pizzico di horror e una spolverata di comico. Aggiungete poi whiskey. Abbondante.

La gente mi dice «Smetti di bere o ci resterai secca!». Se solo sapessero cosa devo affrontare, saprebbero che ho ben più possibilità di essere uccisa da altro, non da degli stupidi e innocui alcolici, che non mi hanno mai fatto male. O quasi.

Dura la vita per Valerie Sweets, tenente nella Polizia di Cold Hill che ogni giorno deve tenere a bada criminali e maniaci. È proprio per questo che beve, e tanto: per dimenticarsi delle pallottole, sparate e ricevute, e per cacciare via i fantasmi. Ed è proprio al Rusty Bar, il posto dove ama sbronzarsi, che inizieranno le grane serie per Valerie, che stavolta non si troverà contro i soliti scagnozzi e gangster, ma un nemico ben più temibile...

Sangue, sacrificio e tanti bossoli sul pavimento: questi sono gli ingredienti di Valerie Sweets – La gente mi chiede perché bevo, che vi introdurrà al caratterino dell’omonima protagonista, una sbirra buona con il vizio del whiskey e la cattiva abitudine a trovarsi in mezzo a storie più grandi di lei. Così, in questo primo capitolo della sua trilogia, Valerie vi racconterà le sue disavventure tra gang di farabutti vendicativi e colleghi troppo premurosi, ma addirittura fotografie che predicono il futuro e la consapevolezza che c’è qualcuno che non vede l’ora di raggiungere il nostro mondo per farlo diventare un vero inferno.

Non è il solito poliziesco, non è il solito fantasy, la storia di Valerie Sweets è entrambe le cose e molto di più. La volete scoprire? Preparatevi un bel bicchiere di roba forte, ne avrete bisogno... o altrimenti offritelo a lei, non rifiuterà.

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Autore
Manuel Marchetti, classe 1986, ha sempre avuto un solo obiettivo: far arrivare le sue creazioni a più gente possibile. È la sua linfa vitale ed è ciò che lo spinge ad andare avanti.

E questo obiettivo ha iniziato a mostrarsi già in tenera età, quando alle elementari, mentre gli altri bambini giocavano a nascondino, raccontava fiabe inventate da lui ad un pubblico di pochi intimi; la sua fame non si è fermata, alimentandola alle medie riempiendo quattro quaderni di fumetti, con una nutrita schiera di fan che ogni giorno erano ansiosi di sapere se aveva disegnato una sola vignetta, costringendolo spesso, per questo motivo, a proseguire durante le lezioni.

Alle superiori è passato ad un livello superiore, iniziando a scrivere racconti brevi, prima di 16 pagine, poi di 32 e poi di 64 (neanche fossero dei banchi di RAM), fino ad intraprendere la tortuosa via del romanzo, via che non ha ancora abbandonato e che non ha intenzione di abbandonare, perché la sua fame è ancora viva e sarà difficile placarla...

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