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lunedì 17 ottobre 2016

Le leggende del castello nero e altre storie di Iginio Ugo Tarchetti


Le leggende del castello nero, di Iginio Ugo Tarchetti, racchiudono l'essenza della narrativa gotica italiana di quel movimento controverso che fu la Scapigliatura.

Citando dalla prefazione di Luigi Bonaro: la scrittura di Tarchetti si configurerebbe come un racconto del perturbante, volta alla ricerca del macabro, del demoniaco e dell'orrido, esplora la scomposizione estrema della carne e dello spirito, le nevrosi nascoste e attraverso visioni fantastiche estreme alla maniera degli scrittori teutonici contemporanei.

All'interno del volume sono contenuti i racconti Le leggende del castello nero, I Fatali, La lettera U, Un osso di morto, Storia di una gamba, Il lago delle tre lamprede, ma - come fa giustamente notare lo stesso Bonaro, essi sono restituiti all'attualità linguistica attraverso un editing critico ragionato che lascia intatto il testo originario, rendendolo tuttavia più moderno, fluido e fruibile ai lettori del terzo millennio.

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Autore
Iginio Ugo Tarchetti fu uno dei più importanti esponenti della Scapigliatura milanese. Anticonformista e tendente alla malinconia e alle fantasie macabre, ha lasciato diverse opere tra romanzi, racconti e poesie. Si tratta in certi casi di opere di critica sociale, spesso supportanti tesi antimilitariste, altre volte di racconti che presentano un certo gusto per il macabro, l'abnorme e il patologico, frutto in particolare della lettura delle opere di Poe e Hoffmann. Il suo capolavoro è però il romanzo Fosca, pubblicato postumo e terminato dall'amico Salvatore Farina.

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