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sabato 26 agosto 2017

Recensione: Il destino del salmone di Stefano Baldazzi


La scomparsa di Lorenzo segnerà la sorte di Marco. Sul sentiero che porta in cima a una montagna del Cadore, i due cammineranno vicinissimi senza mai vedersi. È la via dove Marco, dopo il tragico trasferimento dalle notti di festa a Rimini alle grigie giornate di lavoro nel milanese, incontrerà Marzia.

Assieme proveranno a ricucire trame interrotte da comportamenti che non avrebbero immaginato potessero appartenergli. Lui per recuperare il rapporto con il figlio, spazzato via da fiumi di alcol e violenza. Lei per ritrovare la logica che ha sempre guidato le sue scelte di ingegnere.

Frammenti di vite passate finiranno per intrecciarsi, tingendosi di giallo, prima di far precipitare in un torbido nero, la vicenda. Un prete pugile ci metterà anima e cazzotti. Un carabiniere e un investigatore privato cercheranno risposte differenti dallo stesso mistero.

Storie ordinarie di paese accompagneranno la ricerca di Marco che si sente come un salmone quando risale il fiume per dare un senso alla propria esistenza. Forse un orso interromperà quel tragitto, proprio quando pensava di avercela fatta.

Recensione: Roberto Bonfanti

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Autore
Stefano Baldazzi vive a Rimini dove è nato il 21 marzo 1952. Ha lavorato 35 anni nel settore agro alimentare come dirigente. Ha ricoperto il ruolo di Direttore Vendite prima in Granarolo Bologna e successivamente in Parmalat. Nel 2011 ha frequentato il corso di scrittura creativa Rablè, per poi continuare nel medesimo gruppo frequentando un laboratorio permanente di letteratura e poesia. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta di racconti e poesie La Rosina del Ponte. Il suo racconto Controcorrente è stato pubblicato nella collana Racconti di nuovi autori contemporanei volume 10 (Pagine 2013). Il noir Il destino del salmone (WLM 2016) è il suo primo romanzo.

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