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sabato 16 settembre 2017

Recensione: A.D. 1243 - L'ultimo assedio di Marta Tempra e Furio Thot


1237. Sono gli anni dei contrasti tra l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai fratelli.

A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.

Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all'uomo più crudele del suo tempo.

Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all'impero.

Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale.

Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.

Recensione: Federica Gaspari

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Autori
Marta Tempra e Furio Thot, alias Fabio Dessole, autore e collaboratore di Arpeggio Libero, si incontrano a luglio nel 2012 sul sito di self-publishing mEEtale. Inizia da lì una lunga collaborazione che porta alla pubblicazione dei due libri della Tempra, L’istante tra due battiti e L’estate dei bucaneve, nonché a decine di presentazioni per tutta Italia. Ed è proprio durante una di queste, sulle rive del lago di Bolsena, che la drammatica storia della principessa Amalasunta dà lo spunto per la realizzazione di un romanzo storico ambientato nel territorio viterbese.

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