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sabato 21 ottobre 2017

Recensione: Maus di Art Spiegelman


La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all'Olocausto, una madre che non c'è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.

Recensione: Attilio Facchini

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Autore
Art Spiegelman è nato a Stoccolma nel 1948, ma già nel 1951 la sua famiglia, di origine polacca, si è trasferita a New York. Nel 1962 ha venduto al Long Island Post il suo primo disegno, l'anno dopo ha creato fumetti come Garbage Pal Kids e Wacky Packages.

Nel 1980, sulla rivista Raw da lui stesso fondata, è uscito il primo capitolo del suo capolavoro, Maus: la storia (autobiografica) di una famiglia ebrea internata in un lager, raccolta in volume nel 1986, gli è valsa nel 1991 il premio Pulitzer.

Suoi disegni e fumetti sono apparsi su numerosi quotidiani e riviste, dal New York Times al Village Voice e al New Yorker, e sono stati esposti in musei e gallerie negli Stati Uniti e all'estero. Vive a New York con la moglie, Françoise Mouly, e i loro due figli, Nadja e Dashiell.

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